E' una delle ennesime scoperte che mi confortano nella decisione di non aver ancora permesso a mia figlia tredicenne di aprirsi un account facebook... ed è una cosa che dovrebbe veramente preoccupare chiunque usi questo social network...
Quando abbiamo un account facebook sappiamo che possiamo segnalare praticamente qualsiasi pagina del web (tutte quelle che hanno il pulsante like, che peraltro ormai è pervasivo) con un semplice click... se siamo registrati in quel momento in FB, altrimenti ci chiede di fare il login... quello che dovremmo aver presente è anche che ogni volta che navighiamo una pagina che ha il pulsante di like di Facebook (così come il +1 di Google o il pulsantino di twitter o i plugin di altri social network) il fatto può venire tracciato... e Facebook lo fa.
Recentemente è stata introdotta una policy che permette a facebook e ai siti che ne utilizzano le API di notificare sul nostro profilo le pagine che semplicemente visitiamo senza dovercelo chiedere... questo è già preoccupante...
Ma quello che ha scoperto Nik Cubrilovic (http://nikcub-cache.appspot.com/logging-out-of-facebook-is-not-enough) fa veramente paura...
Senza entrare in dettagli tecnici (per quelli basta vedere il post di Nick) quello che facebook fa, anzi NON fa, è rimuovere i cookie quando facciamo un logoff... semplicemente li modifica in modo da sapere che abbiamo fatto il logoff e di richiederci di registrarci quando rientriamo in facebook, ma li lascia lì, e quindi continua a tracciare quello che facciamo, a nostra insaputa.
Questo vuol dire inoltre che sullo stesso computer vengono usati due account facebook, ad esempio marito e moglie, fratello e sorella, un utente di sviluppo e uno reale (come faccio io) facebook se ne accorge e in qualche modo li ricollega... infatti è un po' che sul mio account che uso per siluppo e tengo ben distinto da quello reale mi suggerisce come possibili amici utenti collegati al mio account reale.
Inoltre, se usiamo un computer pubblico e accediamo a facebook, quando facciamo logoff parte dei dati relativi al nostro profilo rimangono lì.
Questo va ben oltre quello che scrive Massimo:
Ma se l’interfaccia e le funzioni di Facebook cambiano con una frequenza preoccupante (l’ultima rivoluzione annunciata con la presentazione di Timeline è piuttosto basilare e rivoluzionaria) il mantra di Facebook nei confronti della sua clientela, ripetuto anche l’altra sera, resta sempre il medesimo:
Condividete, condividete, condividete.
Mentre spiega le nuove caratteristiche di Timeline, Zuckerberg sta molto attento a non accennare mai nemmeno lontanamente al tema della proprietà e della riservatezza dei contenuti caricati su Facebook. L’idea sociologica raccontata è nota e discretamente tranchante: la gente vuole condividere contenuti ed esperienze e non è interessata a proteggerli.
[manteblog]
Quello che più mi disturba in tutto questo è che da oggi in poi sarò costretto a rimuovere manualmente i cookie o ad utilizzare qualche plugin extra nei browser miei e dei miei familiari, se vorrò avere la certezza che questi signori non ficchino il naso negli affari miei, tante grazie a Mark Zuckemberg company...